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Giorno: 17 Luglio 2026

  • Rapporti in acqua e sotto la doccia: sono davvero una buona idea?

    Rapporti in acqua e sotto la doccia: sono davvero una buona idea?

    Fare l’amore in acqua è una delle fantasie più diffuse.
    Film, serie TV e pubblicità ci hanno abituati a immaginare baci sotto la doccia, abbracci in mare al tramonto o momenti di passione in piscina.
    È un’immagine che richiama, prima di tutto, un’idea di libertà.

    Eppure, quando dalla fantasia si passa alla realtà, il nostro corpo segue regole molto diverse da quelle del cinema. E conoscerle non significa rinunciare a queste esperienze, ma viverle con maggiore consapevolezza e, soprattutto, con meno probabilità di ritrovarsi il giorno dopo con una fastidiosa cistite.

    L’acqua non lubrifica, anzi, può fare l’effetto opposto

    Una convinzione molto comune è che l’acqua renda tutto più semplice. In realtà succede il contrario.

    Durante l’eccitazione, la vagina produce naturalmente una lubrificazione che ha una funzione fondamentale: ridurre l’attrito e proteggere i tessuti delicati della mucosa durante il rapporto.

    Quando ci si trova immersi in acqua, questa lubrificazione viene progressivamente dilavata. L’acqua, infatti, non è un lubrificante e non può sostituire le secrezioni naturali.
    Che sia acqua dolce, di mare o di piscina, nessuna possiede le caratteristiche fisiologiche necessarie per proteggere la mucosa vaginale.

    Il risultato può essere un maggiore attrito durante il rapporto, anche se spesso non ce ne si accorge subito. Molte donne riferiscono infatti che il fastidio compare alcune ore dopo, sotto forma di bruciore o di una fastidiosa sensazione di secchezza.

    Questo è uno dei motivi per cui i lubrificanti vaginali sono formulati con caratteristiche ben precise di pH e osmolarità: sono studiati per rispettare il microbiota vaginale, composto prevalentemente da lattobacilli, e non alterare il delicato equilibrio della mucosa [1].

    Se soffri di cistiti, meglio fare più attenzione

    Chi ha avuto una cistite sa quanto possa essere dolorosa e frustrante. E spesso si chiede se alcuni comportamenti possano aumentare il rischio che si ripresenti.

    La relazione tra rapporti sessuali e infezioni urinarie è ben documentata dalla letteratura scientifica. Il rapporto sessuale rappresenta infatti uno dei principali fattori predisponenti, soprattutto nelle donne che hanno già una particolare suscettibilità [2].

    In acqua possono aggiungersi alcuni elementi che rendono il contesto meno favorevole: la ridotta lubrificazione aumenta l’attrito e può favorire piccole irritazioni della zona periuretrale.
    Questo non significa che fare l’amore in acqua provochi automaticamente una cistite, ma nelle donne predisposte può rappresentare un fattore che contribuisce ad aumentarne il rischio [3, 4].

    Se soffri di cistiti ricorrenti, quindi, non è necessario rinunciare alla tua sessualità, ma può essere utile l’utilizzo di un lubrificante di buona qualità, preferibilmente a base siliconica e compatibile con il preservativo se utilizzato, può essere ancora più importante. I lubrificanti siliconici resistono meglio all’acqua rispetto a quelli a base acquosa, contribuendo a mantenere una buona scorrevolezza e a ridurre l’attrito, uno dei fattori che può favorire microtraumi e irritazione della zona periuretrale.

    E il preservativo? No, l’acqua non fa magie

    C’è un mito che vale la pena sfatare: essere in acqua non rende il sesso “più sicuro”, in quanto non lava via il rischio di gravidanza e, soprattutto, non protegge dalle infezioni sessualmente trasmissibili.

    Anzi, quando si fa l’amore in acqua, il preservativo merita qualche attenzione in più.
    Questa, di per sé, non lo rende inefficace, ma la ridotta lubrificazione naturale può aumentare l’attrito e, di conseguenza, le probabilità che si sposti o, più raramente, si rompa.

    La soluzione non è rinunciare, ma prepararsi meglio: scegliere la misura corretta, verificarne il posizionamento e, se necessario, usare il lubrificante resistente all’acqua di cui abbiamo parlato, purché compatibile con il suo materiale.

    Insomma, non è pensato per nuotare da solo: ha bisogno delle condizioni giuste per fare bene il suo lavoro. E continua a essere l’unico metodo che, oltre a ridurre il rischio di gravidanza indesiderata, protegge anche dalle infezioni sessualmente trasmissibili.

    La doccia è diversa? Sì. Ed è forse la fantasia più realistica

    Rispetto a mare e piscina, la doccia ha un vantaggio pratico: è la fantasia più facile da vivere nella quotidianità, senza bisogno di occasioni particolari.

    Dal punto di vista del corpo, però, vale la stessa regola vista finora: l’acqua crea atmosfera, ma non lubrificazione. Mentre tutto sembra scorrere con naturalezza, la lubrificazione fisiologica può ridursi e l’attrito aumentare, soprattutto se il rapporto si prolunga. Per questo motivo, anche qui, un lubrificante come quello già indicato può fare una reale differenza.

    C’è poi un dettaglio poco romantico ma importante: il pavimento.
    Tra acqua, sapone e piastrelle lisce, il rischio di scivolare è più concreto di quanto si immagini.
    Un tappetino antiscivolo o un appoggio stabile permettono di vivere il momento con maggiore tranquillità, senza togliere nulla alla spontaneità.

    La realtà non deve essere identica a quella dei film per essere bella. Anzi, quando desiderio e consapevolezza si incontrano, è molto più facile che quella scena rimanga un ricordo piacevole, e non un’esperienza accompagnata da fastidi o piccoli incidenti.

    Il consiglio dell’ostetrica

    Se c’è una cosa che ho imparato accompagnando tante donne nel loro percorso di salute e di consapevolezza è che la sessualità non ha bisogno di regole rigide, ma di un corpo che si senta ascoltato. Una fantasia non è “giusta” o “sbagliata”: può essere un modo bellissimo per ritrovarsi e sperimentare l’intimità di coppia. La differenza la fanno le attenzioni con cui la viviamo.

    Se scegliete di fare l’amore sotto la doccia o in acqua, concedetevi il tempo di creare desiderio prima ancora del rapporto. Non abbiate fretta: l’eccitazione è il lubrificante più prezioso che il nostro corpo possa produrre. Se necessario, aiutatelo con un buon lubrificante resistente all’acqua, soprattutto se soffrite di secchezza vaginale o di cistiti ricorrenti. E quando il momento è finito, prendetevi cura l’uno dell’altra anche nei piccoli gesti: una doccia con sola acqua o un detergente delicato per la zona esterna, urinare dopo il rapporto se siete predisposte alle cistiti e cambiare il costume bagnato sono attenzioni semplici, ma possono fare davvero la differenza.

    La passione non si misura dalla capacità di imitare una scena vista in un film, ma da quanto ci si sente liberi di vivere il proprio desiderio senza che questo lasci spazio a dolore, bruciore o disagio nei giorni successivi. Perché il sesso più bello non è quello perfetto, ma quello in cui ci si sente bene, durante e dopo.

    E forse è proprio questa la forma più autentica di romanticismo: conoscersi e rispettare il proprio corpo insieme a quello della persona che si ama, così da poter vivere ogni fantasia con più leggerezza. Perché quando il benessere incontra il desiderio, non si spegne la passione: le permette semplicemente di durare più a lungo.

    Fonti

    1. Freixas-Coutin JA, Seo J, Hood S, Krychman M, Palacios S. The In Vivo Effect of Water-Based Lubricants on the Vaginal Microbiome of Women from Varying Age Groups: Exploratory Analysis of a Randomized Controlled Trial. Microorganisms. 2024.[PMC11434374]
    2. Foxman B, Buxton M. Sexual intercourse and risk of symptomatic urinary tract infection in post-menopausal women. [PMC2324148]
    3. Zborowska E, Michalak A, Wróblewska A, Piekarska K, Chruszcz A, Nykiel A. Effects of swimming pool water on vaginal microbiota: a preliminary study. PLoS One. 2021.
    4. Wiewel S, Wewetzer F, Schauer MM, Kainer F, Hillemanns P. Vaginal and perineal health in female competitive swimmers. Int J Gynaecol Obstet. 2018.